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Cooperazione economica

 

Cooperazione economica

El Salvador ha una superficie di poco inferiore a quella dell’Emilia Romagna ed una popolazione pari 6,2 milioni di persone. Il PIL nominale 2015 risulta pari a 52,8 miliardi di USD.

Gli indicatori macroeconomici relativi alla performance economica del Paese registrano per il 2015, rispetto all’anno precedente, una crescita del PIL pari al 2,5% e del PIL pro-capite pari al 2%, un saldo pubblico pari al -3,3 del PIL, un debito pubblico pari al 65% del PIL ed un debito estero pari al 57,5% del PIL. Le riserve si attestano a 3,1 mesi/import.

Gli indicatori di sviluppo umano situano El Salvador al 116° posto su 188 Paesi, con un tasso di disoccupazione pari al 6,2% ed una distribuzione della ricchezza detenuta dal 10% piu’ ricco della popolazione pari al 49,8%.

Non sono mai state effettuate nel Paese operazioni SIMEST, mentre la classificazione di rischio-Paese paese adottata da OCSE conferma El Salvador nella 5° categoria, con un rating S&P’S di B-, Moody’s di B3 e Fitch di B.

Circa il “business climate”, l’indice Doing Business classifica il Paese al 95° posto su 190 Paesi, mentre per la competitivita’ El Salvador si situa al 105° posto su 138 Paesi e per la corruzione percepita al 95° posto su 175 Paesi.

Il tempo necessario per la registrazione di una nuova impresa e’ pari a 16 giorni, mentre per ottenere una sentenza e’ di 786 giorni.

Quanto agli indicatori di rischio, SACE attribuisce a El Salvador una media di rischio politico pari 46/100 (risultante tra il 62/100 tra espropriazioni e violazioni contrattuali, 54/100 per rischio guerra e disordini civili e 21/100 per trasferimento capitali e convertibilita’). La media di rischio di credito e’ invece pari a 70/100 (67/100 per mancato pagamento controparte sovrana, 70/100 per mancato pagamento controparte bancaria e 74/100 per mancato pagamento controparte corporate). Il sistema bancario presenta una concentrazione del 39,6% del totale attivo sulle prime tre banche, con il 6,1% di interesse su prestiti ed una sofferenza del 2,4% del totale di questi ultimi.

Due le banche preaffidate da SACE: il Banco Agricola SA ed il Banco DaVivienda Salvadoregno SA.

Tra Italia ed El Salvador sono attualmente in vigore, nel settore economico-commerciale, due Accordi bilaterali: un Accordo di cooperazione tecnica e scientifica, siglato nel 1970 e ratificato nel 1974, e l’Accordo-quadro per la Cooperazione allo sviluppo, rinnovato nell’aprile 2007. Merita segnalare, a tale proposito, che anche l’art. 27 della legge 125/2014 sulla cooperazione allo sviluppo favorisce i finanziamenti a joint-venture italo-salvadoregne, sino ad un importo di circa Euro 10 milioni.

Un Accordo bilaterale per la promozione e protezione degli investimenti non e’ mai stato finalizzato, in attesa che si concludessero i negoziati per l’Accordo di Associazione UE – Centro America, avviati nel 2013, il cui testo include altresi’ norme riguardanti gli investimenti nei rispettivi Paesi.

La parte commerciale dell’Accordo, gia’ operativa, ha ampliato e migliorato le relazioni commerciali tra la UE ed i suoi Stati Membri, incluso l’Italia, ed El Salvador, con un processo di reciproca liberalizzazione commerciale in vista di rafforzare la certezza giuridica e consolidare il reciproco accesso ai mercati. Oltre all’integrazione economica regionale l’Accordo promuove, tra l’altro, la riduzione delle barriere doganali, la semplificazione di norme e regolamenti tecnici commerciali, la protezione dei diritti di proprieta´ intellettuale, lo stabilimento di efficaci meccanismi per la risoluzione di controversie ed una effettiva, reciproca e graduale apertura dei mercati di contrattazione pubblica.

In El Salvador opera esclusivamente l’Ufficio Commerciale di questa Ambasciata. Non esiste una rappresentanza ICE nel Paese, ne’ una Camera di Commercio ed Industria Italiana. E’ attualmente allo studio, con l’obiettivo di poterne costituire una nel prossimo futuro, una forma di Associazione tra imprenditori italiani e salvadoregni con la collaborazione della Camera di Commercio salvadoregna.

Circa l’interscambio commerciale tra i due Paesi, SACE attribuisce a El Salvador, quanto ad opportunita’ per il nostro export, il 29/100 dell’export opportunity index, situando il Paese al 128° posto in classifica quale mercato di destinazione ed al 21° posto quale mercato di destinazione in America centro-meridionale.

L’export italiano ha registrato negli ultimi due anni (2014 e 2015) una variazione percentuale positiva del +3,15 nel 2014 e del +37,2% nel 2015 con valori pari, rispettivamente, a 40,1 mln e a 55,0 mln di Euro. I settori maggiormente rappresentati del nostro export sono stati, nel 2015, la meccanica strumentale (59 %), la chimica (8%), il tessile e l’abbigliamento (6%), i prodotti in legno (5%), i metalli (4%) e la gomma e plastica (4%). Anche il volume delle esportazioni di El Salvador verso il nostro Paese e’ tuttavia costantemente aumentato, attestandosi ad un valore di Euro 22,6 mln nel 2015 e un incremento, rispetto all’anno precedente, del +16%. I settori maggiormente rappresentativi, secondo i dati dell’ultimo trimestre 2016, permangono il pesce, crostacei e molluschi lavorati e conservati (76,9% dell’import totale da El Salvador) ed i prodotti di colture permanenti ( 17% dell’import totale).

L’Italia si situa, con una quota di mercato dell’export pari allo 0,7%, al terzo posto rispetto ai suoi piu’ diretti competitors europei ( Germania 1,7%, Spagna 1,3% e Francia 0,7%).

El Salvador e’ impegnato attualmente a migliorare la situazione economico-produttiva del Paese anche tramite l’attrazione di investimenti esteri, rivolgendo una particolare attenzione a potenziali partners europei, tra cui l’Italia. L’Agenzia di Promozione degli Investimenti di El Salvador ha lanciato infatti di recente una massiccia campagna di promozione che illustra le numerose possibilita’ di investimento nel Paese, favorite da una tassazione per le imprese che non supera il 20%, un basso costo della manodopera ed un’ IVA pari al momento al 13%, unite all’offerta di incentivi fiscali e doganali all’importazione. Le numerose “Zone Franche” produttive esistenti in tutto il paese ( ben 37) potrebbero costituire per gli imprenditori dei veri e propri “hub” per la successiva distribuzione della produzione in altri Paesi del continente americano.

Per l’imprenditoria italiana di particolare interesse potrebbe essere il settore manufatturiero (tessili, abbigliamento e confezioni ma anche calzature, componenti elettronici e meccanici, materiali plastici), quello delle energie da fonti rinnovabili e quello turistico, in particolare il c.d. turismo medico/sanitario e del benessere. Tutti settori considerati strategici e prioritari per il rilancio economico del Paese.

In particolare il settore turistico, che gode di un deciso sostegno governativo ed ha visto negli ultimi tempi l’edificazione di numerosi nuovi hotel sia nella capitale che sulla costa ed in localita’ di montagna, nonche’ una costante crescita dei flussi turistici in entrata, con entrate che costituiscono circa il 4% del PIL rappresenta oggi uno degli elementi trainanti dell’economia salvadoregna.


 


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